Come lavare il Lagotto Romagnolo

Quando lavare il cucciolo di lagotto

Il primo bagnetto al cucciolo di Lagotto si dovrebbe fare a profilassi vaccinale conclusa. Talvolta non è possibile aspettare fino ai quattro mesi e cominceremo con qualche lavaggio a pezzi. Con il supporto della bella stagione e con qualche attenzione è possibile anticipare il primo lavaggio del cucciolo.

Non vi è fretta nel lavare il cucciolo, ma a volte può diventare inevitabile a causa di qualche bisognino che è andato fuori controllo.

Il cucciolo deve essere asciugato profondamente e con il Lagotto Romagnolo non è mai semplice.

Il sottopelo ed il riccio lanoso tendono a rimanere umidi e oltre agli asciugamani dovremo introdurre il phone. Esperienza spesso non gradita al cucciolo. Ricordiamoci anche di asciugare bene il padiglione auricolare. Senza phone ovvio.

Non dovremo eccedere con l’impiego di shampoo anche se sarà apposta per cani. Se possibile evitiamolo proprio.

Quanto spesso va lavato il lagotto

Lavare il proprio Lagotto Romagnolo, frequenza e best practice

Quando si tratta di mantenere il tuo Lagotto Romagnolo pulito e in salute, è fondamentale capire che i bagni frequenti non sono la soluzione. L’utilizzo di shampoo, anche se specificamente formulato per cani, può rimuovere i grassi naturali che proteggono pelo e pelle, essenziali per la loro difesa. Ripristinare l’equilibrio naturale di pelle e pelo richiede tempo, e bagni troppo ravvicinati possono portare a problemi dermatologici.

Per minimizzare la necessità di bagni completi, diventa cruciale dedicarsi alla cura quotidiana del mantello del tuo Lagotto, preferendo la pettinatura a bagni frequenti. Dopo le passeggiate, ad esempio, potresti trovare il pelo del tuo Lagotto pieno di piccole palline d’erba, che dovranno essere rimosse manualmente. Considera una tosatura più corta se questa situazione si presenta spesso, riducendo così sia il disagio per te che per il tuo amico a quattro zampe.

Una buona spazzolatura o l’uso di una spugna umida possono essere alternative efficaci per mantenere il pelo pulito e ordinato. Inoltre, salviette o shampoo a secco possono essere utili per eliminare odori sgradevoli senza necessità di un bagno completo.

È importante notare che con il Lagotto Romagnolo non si dovrebbe mai utilizzare la spazzola, per non rovinare il tipico riccio del loro mantello. La cura principale si ottiene con l’uso di un pettine: con denti larghi per districare nodi e peli aggrovigliati, in particolare dietro le orecchie e tra la coda e il tronco, e con denti stretti per una pulizia più profonda.

Una pettinatura regolare, ma non eccessiva, è spesso sufficiente a mantenere il pelo del Lagotto pulito e ordinato. Questa pratica non solo aiuta a distribuire i grassi naturali lungo il mantello, donando lucentezza e morbidezza, ma anche a rimuovere i peli morti che tendono a rimanere intrappolati nel folto pelo riccio.

Pettinare il tuo Lagotto ha anche un effetto tonificante e piacevole per il cane, anche se la reazione al pettine può variare a seconda della delicatezza e della frequenza con cui si procede. La chiave sta nel trovare il giusto equilibrio che mantenga il pelo del tuo Lagotto in perfette condizioni senza causargli stress o disagio.

Fare il bagno al lagotto: alcuni consigli

Per assicurare al tuo Lagotto Romagnolo un’esperienza di bagnetto piacevole ed efficace, inizia sempre spazzolando bene il suo pelo. Questo passaggio non solo migliora l’igiene ma rende anche i prodotti per la toelettatura più efficaci, garantendo un risultato finale di un mantello riccio, soffice e lucente.

Dopo averlo lavato con lo shampoo, è fondamentale l’utilizzo di un balsamo specifico per cani, particolarmente importante per la razza Lagotto Romagnolo, poiché contribuisce significativamente all’aspetto finale del pelo.

Lascia che il balsamo agisca a fondo prima di risciacquare il cane un’ultima volta.

Procedi asciugandolo con un asciugamano, e poi usa un asciugacapelli. È importante fare pause durante l’asciugatura per evitare di stancare o surriscaldare il tuo amico a quattro zampe, approfittando di questi momenti per pettinarlo nuovamente con un pettine a denti stretti attraverso il pelo umido. Sarai sorpreso dal risultato finale!

Ricorda di non dirigere mai il flusso d’aria dell’asciugacapelli verso il naso del cane.

Se desideri, puoi anche rifinire il look del tuo Lagotto con delle leggere sforbiciate sui ciuffi più lunghi o optare per una toelettatura più generale. Dare forma al pelo attorno alle orecchie e accorciare quello sul collo donerà al tuo cane un aspetto ancora più curato.

Non preoccuparti di commettere errori; il pelo del Lagotto Romagnolo ricresce velocemente, quindi qualsiasi piccola imperfezione dovuta alla mancanza di esperienza sarà presto invisibile!

Che cos’è l’ansia da separazione nel cane?

L’ansia da separazione nei cani è una patologia comportamentale caratterizzata da sintomi quali ansia e disagio manifestati dal cane quando è separato dal suo padrone o dai membri della famiglia. Questo disturbo è abbastanza diffuso e può essere prevenuto e gestito con vari metodi e pratiche.

L’Importanza della Socializzazione e dell’Educazione

La socializzazione precoce e l’educazione corretta giocano un ruolo fondamentale nella prevenzione dell’ansia da separazione nei cani. È cruciale che i cuccioli ricevano gli stimoli necessari per lo sviluppo di un comportamento sano. Per esempio, nella socializzazione, i cani imparano a interagire con persone e altri animali, il che può ridurre l’ansia e la paura in situazioni nuove o sconosciute​​.

Identificazione dei Sintomi

I sintomi dell’ansia da separazione nei cani possono includere comportamenti distruttivi, tentativi di fuga, abbaiare o ululare persistentemente, masticare oggetti, urinare o defecare in modo inappropriato, e comportamenti compulsivi come il pacing (camminare in modo ripetitivo seguendo uno schema fisso) o la coprofagia (mangiare i propri escrementi)​​.

Cause dell’Ansia da Separazione

Le cause esatte dell’ansia da separazione nei cani non sono completamente chiare, ma si ritiene che siano collegate alla natura sociale del cane e alla sua dipendenza dal branco o dalla famiglia. Cambiamenti nella routine familiare, come trasferimenti, variazioni del nucleo familiare, cambi di padrone o routine, possono contribuire allo sviluppo di questa condizione​​.

Come aiutare il cane a superare l’ansia da seaprazione

Per prevenire e gestire l’ansia da separazione, è importante adottare un approccio equilibrato.
Per aiutare il tuo cucciolo a supera l’ìansia da separazione puoi seguire questi step.

Ricostruire la Fiducia del Cane
Per superare l’ansia da separazione, è fondamentale ristabilire la fiducia del cane, specialmente se ha vissuto esperienze traumatiche. Creare un ambiente familiare e sicuro, come un “nido” rassicurante a casa, è essenziale. Offrigli un angolo tranquillo dove possa sentirsi protetto e coccolalo con passeggiate, giochi e affetto.

Mantenere il Cane Rilassato
Prima di lasciare il cane da solo, è importante che sia stanco e contento. Fagli fare una lunga passeggiata per consumare l’energia in eccesso, così sarà più calmo e rilassato in casa.

Modificare il Proprio Comportamento
I cani riconoscono i segnali che precedono la tua uscita di casa, come prendere le chiavi o indossare il cappotto. Per ridurre la sua ansia, rompi questa associazione eseguendo questi gesti anche quando non devi uscire, e assicurati di lasciare la casa solo quando il cane è tranquillo.

Reazioni Calme al Ritorno
Quando rientri a casa, saluta il tuo cane in modo calmo e amichevole per evitare di stimolare la sua iperattività. Mostragli che sei felice di vederlo, ma senza alimentare la sua eccessiva eccitazione.

Abituare il Cane alla Solitudine
Per aiutare i cani con forte ansia da separazione, inizia ad abituarli alla tua assenza gradualmente. Lasciali da soli per brevi periodi, iniziando con l’allontanarti in un’altra stanza e poi estendendo l’assenza. Se rimangono calmi, premiali. Se troppo stressati, fai una pausa e riprova dopo. Devono capire che stare da soli non è spaventoso né una punizione. La chiave è ancora una volta la fiducia, e un buon rapporto con il tuo cane è cruciale in questo processo.

Attività Fisica e Mentale: Mantenere il cane attivo fisicamente e mentalmente può aiutare a ridurre lo stress e l’ansia. Giochi, passeggiate e attività interattive sono essenziali​​.

Indipendenza: È importante non coccolare eccessivamente il cane e permettergli di avere i suoi spazi. Ad esempio, lasciare il cane riposare sul suo cuscino o in un angolo tranquillo della casa può contribuire a sviluppare la sua indipendenza​​.

Counterconditioning e Desensibilizzazione: Per i casi lievi, si può usare il counterconditioning, associando qualcosa di positivo alla separazione. Per i casi più gravi, è necessaria una desensibilizzazione più strutturata, spesso con l’assistenza di un veterinario comportamentalista​​.

Per approfindire come evitare l’ansia da separazione leggi il nostro articolo.

Conclusioni

L’ansia da separazione nei cani è un disturbo complesso che richiede una comprensione approfondita e un approccio olistico per la sua gestione e prevenzione. Attraverso una corretta educazione, socializzazione, esercizio fisico e mentale, e tecniche specifiche come il counterconditioning e la desensibilizzazione, è possibile aiutare il cane a vivere una vita più equilibrata e meno stressata.

Salute e toelettatura del tuo Lagotto Romagnolo

In questa pagina vi elencherò quelle per me più importanti che ogni buon proprietario deve garantire al suo fedele amico. Ne citerò alcune che sono importanti per il mio lavoro.

Lagotto bianco, marrone o lagotto nero: tutto quello che dovete sapere sul pelo riccio del vostro lagotto!

Voglio darvi qualche dritta su come mantenere sempre bello, in ordine ed in salute il vostro stupendo lagotto bianco nero o marrone!

Prima d’addentrarci in qualche consiglio sulla cura del pelo volevo sfatare qualche convinzione sbagliata che molti hanno sul colore del manto dei nostri beniamini.

Approfitto di questa pagina per svelare una cosa che mi chiedono spesso e che io, o qualsiasi altro allevatore di lagotto bianco o marrone non possiamo esaudire, il lagotto nero non esiste!

Molti son convinti di sì e per questo spesso mi chiedono: è possibile avere un cucciolo di lagotto nero?

Io gli rispondo che se vogliono un cane nero possono prendere, ad esempio, un labrador nero! Ma un lagotto di questo colore, mi dispiace per i dark, proprio non è possibile!

Chiarito questo aspetto del lagotto nero, passiamo a dire che in una razza dove non ci sono colori uniformemente definiti, come ad esempio per i Labrador di cui dicevamo, sapere prima della nascita di che colore saranno i cuccioli NON è POSSIBILE!

Questo per agevolarmi su un’altra domanda che mi fanno spesso: è possibile prenotare un maschio marrone… o una femmina di lagotto bianco?

Quando, speriamo mai, inizieranno, se non hanno già iniziato e temo di si, a clonare i cani, questo si potrà fare, fino ad allora, cari clienti delle Code Allegre, accontentiamoci di prenotare un maschio od una femmina!

Sempre in tema di colori voglio aggiungere una cosa che ripeto a tutti quelli che mi domandano come possono venire i cuccioli.

Nella mia linea di sangue, almeno finora perché in queste cose comanda, per ora e per fortuna, madre natura, i cuccioli vengono per la maggior parte (80-90%) roano marrone.

Passo a spiegare cosa significa questo termine perché la gran parte della gente non lo sa.

Lagotto bianco, lagotto marrone: cosa significa roano marrone?

Per roano marrone s’intende un lagotto che sarà alla nascita un simpatico batuffolino di lagotto bianco con macchie, più o meno diffuse, marroni.

Queste macchie marroni crescendo si allargano sempre più e da grandi, fra gli 8 ed i 12 mesi, assumono la pezzatura definitiva che di solito è un marrone con screziature e/o piccole chiazze bianche.

Esempio: Vasco, il cui profilo e relative foto trovate nel sito, da piccolo era bianco con qualche macchietta marrone ora è praticamente tutto marrone con un pezzo di coda ed uno charmant baffo bianco.

Altra particolarità è che spesso da una stagione all’altra le tonalità del manto possono schiarirsi o scurirsi.

Il nostro “capostipite maschio” Ibrahimovic varia, a seconda dell’anno dal marrone testa di moro ad un biondo scuro. Di solito queste variazioni le vedrete più lampanti dopo le tosature.

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La toelettaura del lagotto bianco e marrone (perché il lagotto nero non esiste!)

Parliamo ora appunto della tolettatura del pelo del lagotto romagnolo che secondo lo standard deve essere:

di tessitura lanosa, semi ruvido in superficie, a riccio molto stretto, incurvato ad anello, con evidente sottopelo, mai intrecciato a formare cordicelle o boccoli stile rasta!

Per tenerlo sempre in ordine io consiglierei tre tosature l’anno, perché la lunghezza ideale, per tenerlo sempre in ordine, non deve superare i sei centimetri di lunghezza.

All’inizio della stagione calda io li toso con una lama che lascia circa un centimetro scarso di pelo e li ritoso ogni tre mesi al massimo.

Ovviamente in autunno inoltrato si smetterà l’accorciatura sostanziale, come nella stagione calda, e si potrà optare per una sfoltitura a forbice per evitare che il pelo crescendo troppo s’infeltrisca o peggio diventi un pelo degno di un pastore bergamasco (razza che ha il pelo simile ai capelli del grande Bob Marley).

Consiglio vivamente a chi ha un lagotto bianco, specie se ha le mucose ed il tartufo chiaro, di non accorciare troppo il pelo per evitare scottature per l’esposizione al sole di una cute che può essere paragonata a quella di un albino!

Per gli altri colori se si vive in una zona molto calda si può anche optare per la rasatura a zero, o quasi, ma sinceramente non è il massimo della bellezza!!!

Altra raccomandazione è quella di controllare la crescita del pelo nel canale auricolare e strappare il pelo in eccesso per evitare l’accumulo di sporco che porterebbe ad otiti che possono diventare anche gravi se trascurate.

A proposito di pelo ed orecchie del lagotto romagnolo, l’interno del padiglione auricolare va tosato a zero nella stagione delle graminacee (tarda primavera ed estate), ovvero dei temibili forasacchi, che usano il pelo riccio del nostro amico per ancorarvisi e puntare inesorabilmente al canale auricolare.

Cerchiamo in tutti i modi di evitare che questo avvenga perché i danni che riescono a fare queste maledette spighe sono davvero notevoli.

Oltre alle orecchie teniamo sempre sotto controllo gli spazi interdigitali ed il naso che sono le altre zone del corpo del nostro amico più esposte agli attacchi dei forasacchi.

Controlliamo SEMPRE nel periodo delle graminacee queste parti del corpo ed in particolare al rientro da una passeggiata in luoghi dove l’erba non è ben curata ed i rischi d’incappare in queste spighe è notevolmente maggiore.

Allarmatevi se vedete il nostro amico che inclina la testa da un lato e la sgrulla ripetutamente, significa che ha un forasacco nell’orecchio che tiene verso il basso!

Stesso allarme se il cane starnutisce improvvisamente, ripetutamente, senza soluzione di continuità, ha un forasacco nel naso!

Infine occhio alle zoppie improvvise, potrebbe essersi insinuato il solito ospite indesiderato nello spazio interdigitale del nostro amico lagotto! Qualsiasi di questi casi vi si paventi correte dal vostro veterinario che provvederà a liberare il vostro amico dall’ospite indesiderato e pericoloso!

Ricordate sempre che la cura del pelo del vostro fedele lagotto non è solo un’importante questione estetica ma bensì è una FONDAMENTALE parte della cura della SALUTE del vostro impareggiabile amico!

I parassiti esterni nel lagotto: un pericolo sottovalutato

 

Un pericolo spesso sottovalutato dai proprietari dei cani è quello delle patologie trasmissibili dai parassiti esterni.

Oltre ad essere un grande fastidio fisico per il nostro fedele compagno, ovviamente per la spiacevole sensazione fisica conseguente dal morso in sé di un insetto, quelle punture nascondono pericoli ben più gravi a cui il nostro cane è esposto dal contatto ravvicinato con questi insetti che possono veicolare germi responsabili di svariate patologie.

Il metodo di trasmissione è comune a tutti i parassiti e tutte le patologie che v’illustrerò: avviene attraverso il contatto della saliva dell’insetto con il sangue del nostro amico peloso.

Cosa importante da sottolineare è anche quella che con i cambiamenti climatici in corso, con il conseguente aumento delle temperature medie anche in pieno inverno, questi insetti che fino ad una decina d’anni fa apparivano solo da aprile ad ottobre, ora sono attivi tutto l’anno.

Di conseguenza, prima raccomandazione fondamentale per tutelare la salute dei nostri cani, è necessario estendere l’applicazione degli antiparassitari esterni (collari, spray, spot-on) a tutto l’anno.

Pulci

Questo parassita, che si sposta facendo dei salti che possono raggiungere anche la lunghezza di 200 volte la propria lunghezza (come se un uomo di un metro e cinquanta saltasse in lungo trecento metri!!!), si nutre del sangue dei nostri cani e di altri mammiferi.

Le pulci possono attaccare il nostro cane, se non protetto da un antiparassitario efficace, spostandosi su di lui da un altro cane, gatto o altro mammifero infestato oppure aggredendolo se frequenta un luogo colonizzato da pulci (case, cucce, canili che non brillano per pulizia ed igiene!).

Questi parassiti vivono e si accoppiano sull’animale, hanno un ciclo di vita di 2/3 settimane.

Una volta deposte le uova, sempre sul nostro amico, queste cadono a terra dove si schiudono e liberano larve nell’ambiente circostante.

Queste larve si trasformano in brevissimo tempo in nuove pulci che continuano l’infestazione sia dell’ambiente che dei nostri cani loro fonte di sostentamento.

Vi racconto un episodio successo ad una mia cliente: aveva il cane infestato dalle pulci ma non se n’era accorta e quindi i parassiti avevano trovato un ottimo habitat in dei tappeti che aveva in casa.

Partirono per qualche giorno di vacanza e le pulci rimasero senza il loro sostentamento abituale ma sopravvissero vista la temperatura accogliente della casa e dei suoi tappeti. Al rientro a casa le pulci affamate li aggredirono alle gambe massacrandoli di morsi!

La fame che avevano accumulato gli avevano fatto scordare che l’uomo non è tra le sue specie favorite e li avevano aggrediti indistintamente! Fu necessaria una disinfestazione di tutta la casa che era stata colonizzata dalle pulci!!!

Le pulci provocano infiammazione e forte prurito dove si riceve il morso, se poi il cane ha una cute sensibile ed una particolare predisposizione può incorrere nella DAP (dermatite allergica da pulci), che consiste nell’allergia alla saliva delle pulci che porta un prurito insopportabile che spinge il cane a grattarsi tanto da autoinfliggersi delle gravi lesioni cutanee.

Ma le conseguenze più gravi sono date dal fatto che il cane grattandosi con la bocca finisce per ingerire delle pulci, adulte od allo stadio larvale, che finiscono così nell’intestino colonizzandolo e dando vita a delle parassitosi intestinali che in alcuni casi possono anche avere delle conseguenze infauste con debilitazione, dimagrimento ed anemia.

Ultimo consiglio: a volte le pulci sono difficili da individuare, perché magari ancora non particolarmente numerose o per il manto scuro del nostro cane che non ce le fa individuare facilmente, un indizio per rendersi conto che ci sono è dato dalla così detta polvere di carbone, dei micro granuli neri che altro non sono che le feci di questi sgraditi ospiti!!!

Una volta individuati dosi massicce di antiparassitario per sterminarle e regolare applicazione per evitare il riformarsi di spiacevoli ospiti indesiderati e, magari, un bel bagno!!!

Zecche

Questi disgustosi parassiti sono dei veri e propri vampiri in miniatura! Sono di norma lunghi da 1 a 3 millimetri ma dopo il loro pasto di sangue possono arrivare a raggiungere il centimetro ed aumentare di cento volte il proprio peso!

Il loro cruento pasto, dopo aver forato la cute del nostro cane con un vero e proprio rostro in miniatura che hanno nell’apparato boccale, può durare anche 10/15 giorni alla fine del quale la zecca si lascia cadere sul terreno dove depone le uova dalle quali nascono larve che si nutrono anche in questo stadio di sangue.

Ovviamente così l’infestazione dilaga! Questi aracnidi possono veicolare diversi germi e batteri che attraverso la puntura possono essere trasmessi al cane causandogli numerosi problemi e malattie che vanno da: infiammazioni cutanee locali con formazione di fastidiosi granulomi; ad anemie più o meno gravi a seconda della quantità di soggetti che sono attaccati al povero cane al quale possono sottrarre anche grandi quantità di sangue; per concludere con le patologie gravi come l’Ehrlichiosi , Piroplasmosi, Babesiosi, Anaplasmosi, Borrelliosi (detta anche Malattia di Lyme) e la più nota Rickettsiosi.

Anche per loro vale il discorso fatto in precedenza per le pulci: sono ormai attive tutto l’anno ed in più questi parenti dei ragni hanno un ciclo vitale molto più lungo ed una resistenza eccezionale: pensate che arrivano a sopravvivere anche un anno e mezzo senza nutrirsi!

Anche contro di loro l’unica salvezza è una applicazione costante, puntuale, per tutto l’arco dell’anno degli antiparassitari esterni.

Nei luoghi che sono stati particolarmente infestati, vista la loro spaventosa resistenza, è consigliata anche una decisa disinfestazione ambientale.

Zanzare e pappataci

A seconda che viviate più verso Nord o Sud della nostra penisola dovete temere più le zanzare (Nord) o i pappataci (Sud); ma purtroppo anche questo non è più così certo e definito come qualche anno fa.

Ora purtroppo abbiamo casi di filariosi, veicolata dalle zanzare, al sud e di leishmania, veicolata dai pappataci, al nord; quindi massima attenzione e non tralasciare nulla per tenere lontani queste dark lady, visto che sono solo le femmine di questi insetti che si nutrono di sangue!

Secondo recenti studi, è la zanzara tigre la maggiore responsabile della diffusione della Filariosi.

A seconda del parassita veicolato, la filariosi può presentare una forma cardiopolmonare (causata dal parassita trasmesso Dirofilaria immitis) oppure cutanea (causata dal parassita Dirofilaria repens). La forma più grave è la filariosi cardiopolmonare.

Le larve del parassita Dirofilaria immitis entrano nel sistema circolatorio e, una volta diventati vermi adulti (lunghi fino a 15 cm!), si insediano nel cuore e nell’arteria polmonare, provocando disturbi cardiaci e respiratori.

Crescono e si diffondono in maniera massiva tanto che, se la malattia non viene diagnosticata e curata in tempo, può portare al decesso del nostro cane.

I vermi adulti delle larve di Dirofilaria Repens, invece, s’insediano nel sottocute, procurando danni decisamente meno gravi ma molto fastidiosi.

La filariosi può manifestarsi anche mesi dopo rispetto al momento del contagio, è perciò importante eseguire periodicamente un test di controllo presso il veterinario di fiducia per verificare che il nostro cane non presenti nel suo sangue tracce di questi parassiti che, se individuati prima che prolifichino, possono essere molto più agevolmente debellati.

Inoltre per questa patologia esiste una valida profilassi preventiva che, se vivete in zone a rischio, il vostro veterinario sicuramente vi prescriverà, che con una terapia mensile impedisce al parassita di colonizzare il vostro cane, anche se venisse punto da una zanzara portatrice della Filariosi.

Altrettanto importante resta comunque l’applicazione di antiparassitari che includano nel loro spettro d’azione anche l’azione repellente per queste “vampiresse volanti”.

Veniamo alle cugine, perché sempre e solo le femmine sono a pungere, delle zanzare ovvero “le pappatace”.

Questi insetti vengono chiamati pappataci perché, essendo molto più piccoli delle zanzare, non vengono avvertire per il caratteristico ronzio tipico ma, bensì, sono assolutamente silenziosi e quindi “pappano e tacciono”, da qui il loro, azzeccatissimo, nome!

Loro portano una malattia molto peggiore: la Leishmaniosi.

Una ventina d’anni fa era diffusa in poche ristrette aree geografiche del sud e isole, oggi è un flagello che risparmia, forse, solo chi ha la fortuna d’abitare dai 1000/1200 metri d’altitudine in su.

A differenza della Filariosi qui l’unica forma di prevenzione è rappresentata dall’applicazione di antiparassitari repellenti e, nelle zone con più allarmante diffusione della malattia, di spray specifici per animali a base di citronella, per tenere il più lontano possibile questa letale patologia.

Purtroppo anche i recenti vaccini non danno coperture certe (oltre ad avere un costo vergognoso che fa leva sul terrore dei proprietari amorevoli di cani esposti a questo grosso problema!) ed inoltre anche le cure, una volta che la malattia è stata diagnosticata, non danno risultati certi.

Io in passato ho avuto cani, tutti trovatelli raccolti praticamente in fin di vita perché colpiti da questa patologia, che hanno reagito bene alle cure e, superata la fase critica, hanno condotto una vita, in alcuni casi anche lunga, normale, ma sempre sotto controllo medico e con i cicli di terapie che questa malattia richiede a scadenze fisse; perché purtroppo da questa infausta malattia NON si guarisce, si può solo tentare di tenerla sotto controllo.

Purtroppo ci sono anche cani che non rispondono alle terapie e per i quali il destino è tristemente segnato!

Siccome anche questa patologia può rimanere per molto tempo latente e senza sintomi specifici invito i miei clienti ed i proprietari di tutti i cani che vivono in zone potenzialmente pericolose (trovate delle cartine con le zone più a rischio anche in internet) a sottoporli a controlli costanti dal proprio veterinario ed a non lesinare mai l’uso degli antiparassitari specifici!

Come tutte le malattie prima viene diagnosticata e più speranze ci sono perché si riesca almeno a tenerla con buoni risultati sotto controllo!

In conclusione

In conclusione v’invito a non sottovalutare il pericolo che questi all’apparenza solo fastidiosi animaletti rappresentano per la salute del vostro insostituibile amico lagotto o qualsiasi altra razza o mix-fantasy sia il vostro cane, non sospendete mai l’applicazione degli antiparassitari, della terapia anti-filaria se siete in zone che la richiedono e se notate anche una piccola anomalia comportamentale rispetto al solito correte dal vostro veterinario che con un test del sangue potrà fugare il dubbio che ospiti tanto indesiderati si possano essere insinuati nel sangue del vostro cane arrecando danni potenzialmente molto seri e pericolosi.

L’importanza della sterilizzazione nel Lagotto

Nel nostro paese è veramente poco praticata ma cercherò invece di spiegarvi del perché questa è una pratica fondamentale per la salute del vostro cane ed anche un grande gesto di civiltà.

Nella maggior parte dei paesi anglosassoni, nei quali è nata la cinofilia, è praticata sistematicamente su tutti i cani d’entrambi i sessi che non sono destinati alla riproduzione.

Spero che voi che leggete non siete tra quelli che pensano: è contro natura! Tanti lo credono ed i risultati sono infinite cucciolate casuali di gente che ancora pensa “che almeno una volta una cagna debba per forza partorire” (una delle leggende metropolitane più deleterie di tutti i tempi!), di aspiranti allevatori che pensano di far partorire quella povera cagnetta che hanno perché “così vendiamo i cuccioli” (come se fare l’allevatore consista solo nel far copulare due cani…come pensare che per fare il pilota di formula 1 basti la patente B). Continua a leggere